Proposte Musicali

 

 


*ROSARIO GIULIANI / PAOLO DAMIANI DUO

Rosario Giuliani – sax
Paolo Damiani – violoncello, contrabbasso

 

L’arte del duo ha percorso quasi interamente la storia del jazz; cominciata con i duetti dei primi anni ’20 tra il pianoforte di Jelly Roll Morton e la cornetta di King Oliver, proseguita nella seconda metà del decennio con quelli tra la chitarre di Eddie Lang e Lonnie Johnson, con lo stesso Lang e il violinista Joe Venuti e culminata nel sensazionale duetto tra Louis Armstrong e il pianista Earl Hines in Weather Bird, la conversazione a due voci ha poi trovato un altro punto di arrivo artistico nelle stupefacenti pagine realizzate, nel 1939/40, da Duke Ellington e dal contrabbassista Jimmy Blanton.

E’ però negli ultimi decenni che il duo si è enormemente sviluppato in ambito jazzistico, al punto che oggi è una delle possibilità più utilizzate dai musicisti, proposta con ogni tipo di combinazione strumentale e con alle spalle una discografia ormai imponente, costellata di capolavori. In questo appuntamento, l’arte del duo viene invece interpretata da due personalità di levatura mondiale quali Paolo Damiani e Rosario Giuliani.

Paolo Damiani  è un musicista di grande progettualità, che ha sviluppato un linguaggio jazzistico originale ed europeo, distinguendosi per la capacità di far vivere l’estetica del jazz in contesti differenti da quelli tradizionali che, nell’ambito orchestrale, l’hanno visto protagonista sia nell’Italian Instabile orchestra che, come direttore, nell’Orchestre National De Jazz francese. Rosario Giuliani è invece una delle nuove grandi realtà del jazz internazionale. Gia’ artista in esclusiva della prestigiosa etichetta francese Dreyfus Jazz, per la quale già inciso album di rilievo, sta per pubblicare un nuovo lavoro per l’etichetta Auditorium Parco della Musica Records. Talento, una profonda passione per la musica tutta ed una grande tecnica hanno condotto Rosario alla ribalta della scena europea ed internazionale, facendo parlare la critica di lui come di una vera e propria rivelazione.

Il duo ha ormai alle spalle una significativa attività concertistica, ma si presenta al pubblico proponendo un repertorio quasi interamente basato su composizioni edite ed inedite di Damiani e Giuliani.

 


*DANILO REA-PAOLO DAMIANI

Danilo Rea, pianoforte
Paolo Damiani, violoncello a 5 corde “Blanche”

 

Paolo Damiani e Danilo Rea suonano insieme da oltre 25 anni : il cd di Damiani « Al tempo che farà », vincitore di 3 referendum (Musica Jazz, Musica & Dischi, Jazzmagazine) come miglior disco dell’anno 2007, e’ impreziosito dalla partecipazione di Danilo Rea, pianista sublime che ha collaborato con i più prestigiosi jazzisti del mondo nonché con Mina, Gino Paoli, Baglioni e molti altri.

In questo nuovo progetto, l’incontro fra i due avviene sul piano della melodia e di una collaborazione artistica che nel tempo si è trasformata in una profonda amicizia. Il repertorio comprende composizioni originali dei due artisti e notissime songs di provenienza diversa, puntualmente tradite. Tradizione e tradimento si rincorrono, il tradimento è in questo caso la più alta prova possibile d’amore verso un patrimonio che altri conservano con interpretazioni filologicamente perfette o massacrano con operazioni di dubbio gusto. Due artisti di assoluto prestigio internazionale: Rea , solista tra i più creativi del mondo, ha anticipato chiunque nell’ibridazione di linguaggi diversi, realizzando una sintesi assolutamente originale e poetica, ben oltre i generi e gli stili, trionfando recentemente a Umbria Jazz in uno stupefacente duo pianistico con Ramin Bahrami. Damiani, vincitore del Top Jazz 2010 come miglior compositore italiano, ha tra l’altro diretto l’ONJ (orchestra nazionale francese jazz) e attualmente guida l’Orchestra nazionale giovani talenti, ideata con il Teatro Puccini di Firenze, insieme al Miur. I due musicisti insegnano presso il Conservatorio di Santa Cecilia.

 


*PAOLO DAMIANI, CLASSICHE MUSICHE LEGGERE

CD allegato a La Repubblica-L’Espresso, Maggio 2016

 

Se ha ragione John Blacking quando sostiene che tutta la musica è musica popolare , allora ogni insieme di suoni potrebbe trasformarsi in Canzone, forma nobile peraltro presente in tutti i generi musicali, come dimostrano Mozart, De André , Gershwin, Luciano Berio , Beatles e Danilo Rea. In questo nuovo progetto di Paolo Damiani, compositore e Direttore del Dipartimento Jazz del Conservatorio S. Cecilia, Classico, Leggero e Jazz convivono felicemente, dimostrando l’inconsistenza di certe etichette, buone tutt’al più nei negozi di dischi. Le melodie di Mozart, Rodrigo, Gershwin, Corelli e Mussorgsky si incontrano con i temi di Damiani, in un poetico affresco di ‘felici confusioni’ esaltato dalle qualità liriche dei superbi solisti qui coinvolti, molti dei quali docenti di jazz presso il Conservatorio di Roma. Due strumenti a fiato , due chitarre e due voci esplorano in modo originale la poetica del Doppio, un fil rouge sempre presente nell’opera di Paolo Damiani, ricca di temi seducenti ma anche di frammenti rubati e smarrite incertezze , fughe dal solco ed evasioni. Il tutto nel segno della leggerezza (la sottrazione di peso di Calvino, la sua ‘ ricerca di leggerezza come reazione al peso di vivere) e dell’ironica erranza: ‘errori’ che ti conducono altrove, finalmente.

 

Danilo Rea pianoforte
Rosario Giuliani sax alto e soprano
Francesco Fratini tromba e flicorno
Fabio Zeppetella, chitarra classica ed elettrica
Luigi Masciari chitarra elettrica
Alessandro Paternesi batteria
Ludovica Manzo, voce
Min Ji Kim soprano
Paolo Damiani violoncello, contrabbasso, musiche, direzione

 


*Paolo Damiani Band featuring Rosario Giuliani

Paolo Damiani violoncello
Rosario Giuliani sax alto
Francesco Fratini tromba
Luigi Masciari, chitarra
Alessandro Paternesi batteria

 

Questo nuovo progetto del compositore violoncellista romano, Direttore del Dipartimento Jazz del Conservatorio di Santa Cecilia, vede ospite lo straordinario sax di Rosario Giuliani.

Nei brani, pur fortemente strutturati, le linee del contrappunto tendono a generare spazi sonori  aperti e flessibili in cui il respiro e il gesto improvviso danzano liberamente e con gioia.

La cantabilità delle composizioni non rinuncia mai alla ricerca, intesa soprattutto come ascolto curioso, invenzione, stupore, ironica erranza, piacere, godimento.

I musicisti cercheranno profonde consonanze o al contrario impreviste distanze, giocando con soffiati e pizzicati, suoni distorti e inquietanti colpi d’arco.

Dove la ragione si smarrisce, la musica trova il suo senso. In questo dialogo apparentemente impossibile tra ‘voci’ che si sovrappongono in una mirabile comprensione, in uno scambio profondo con l’altro da sé che è la sola via, come insegna la musica, per capire a fondo sé stessi.

 


PAOLO DAMIANI New Band

Ludovica Manzo, voce
Francesco Fratini, tromba
Paolo Damiani, violoncello e musiche
Luigi Masciari chitarra
Fabio Sasso, batteria

 

“Questo nuovo progetto comprende giovani musicisti ormai molto affermati e leader di proprie formazioni. Qui sono guidati da Paolo Damiani, compositore, violoncellista e direttore del Dipartimento jazz di S. Cecilia. Il repertorio prevede capolavori del jazz di autori come Ellington, Monk, Coltrane, Davis e composizioni originali di Paolo Damiani, caratterizzati da un’originale vena melodica che affonda le proprie radici nella musica etnica del Mezzogiorno e nell’Opera italiana.

Nei brani, pur fortemente strutturati, le linee del contrappunto tendono a generare spazi sonori aperti e flessibili in cui il respiro e il gesto improvviso danzano liberamente e con gioia. La cantabilità delle composizioni non rinuncia mai alla ricerca, intesa soprattutto come ascolto curioso, invenzione, stupore, ironica erranza, piacere, godimento.”

 


PAOLO DAMIANI VARITE’ 4

Paolo Damiani violoncello, musiche
Ludovica Manzo voce
Francesco Fratini tromba
Luigi Masciari chitarra

 

La formazione ha un’identità precisa in quanto mobile, (ir)reale.

Infatti, andando alla ricerca della verità, ci si allontana presto da ciò che pensiamo di sapere sul reale. La parola sembra impotente e la verità impossibile a dirsi, “…la verità non può che dirsi a metà, e il dire a metà rappresenta un puro e semplice fallimento della verità” (Jacques Lacan).

Il sapere va dunque inventato, legando l’immaginario al reale, che il neologismo lacaniano varité (variation/verité) racconta magnificamente.

I musicisti cercheranno profonde consonanze o al contrario impreviste distanze, giocando con soffiati e pizzicati, suoni distorti e inquietanti colpi d’arco. Dove la ragione si smarrisce, la musica trova il suo senso, in questo dialogo apparentemente impossibile tra ‘voci’ che si sovrappongono in una mirabile comprensione, in uno scambio fecondo con l’altro da sè che è la sola via, come insegna la musica, per capire a fondo se stessi.

 


*PAOLO DAMIANI, solo “Memorie future”

Immagino l’assolo di violoncello come una navigazione solitaria condivisa con alcune persone. Le composizioni scritte rappresentano un solido veliero -o alla peggio un salvagente-, l’improvvisazione è il viaggio in mare aperto. Posso decidere rotte e approdi o scegliere la via della fuga nel mondo dell’immaginazione.

Fuga dalla normalità e dalla pazzia, verso la creazione e nell’inconscio, un corpo che respira nudo e suda nel movimento, le mani corrono sulla tastiera e la pancia elabora le vibrazioni dello strumento. E intanto il racconto va avanti tra canti e rumori, ritmi e silenzi, fughe e scoperte di nuovi limiti , fino a dimenticare da dov’ero partito, per arrivare a percorrere questo doppio binario, questo territorio, e l’inizio era soltanto una linea ; per arrivare ad abitare questo nido, questa casa, e l’inizio era soltanto un mattone. Per giocare con me stesso e forse sentirmi meno solo, utilizzo un delay, macchina infernale che permette di memorizzare una breve frase e ripeterla a piacere : la ripetizione in musica non è mai duplicazione, rappresenta piuttosto l’emergenza di aspetti ignoti, una sorta di memoria del futuro e di un tempo sospeso e instabile, nello spazio Nudo.

 


PAOLO DAMIANI SANTA CECILIA JAZZ ENSEMBLE

Sara Jane Ceccarelli, voce
Francesco Fratini, tromba
Luigi Tresca sax
Paolo Damiani, violoncello e musiche
Andrea Molinari, chitarra
Nicola Guida pianoforte o tastiere
Fabio Sasso, batteria

 

“Questo nuovo progetto comprende giovani solisti di grande talento, selezionati tra i laureati e i migliori studenti del dipartimento jazz del Conservatorio di Roma, che nell’occasione saranno guidati da Paolo Damiani, compositore, violoncellista e direttore del Dipartimento jazz di S. Cecilia.Il repertorio prevede capolavori del jazz di autori come Ellington, Monk, Coltrane, Davis e composizioni originali di Paolo Damiani, caratterizzati da un’originale vena melodica che affonda le proprie radici nella musica etnica del Mezzogiorno e nell’Opera italiana.

Nei brani, pur fortemente strutturati, le linee del contrappunto tendono

a generare spazi sonori aperti e flessibili in cui il respiro e il gesto improvviso danzano liberamente e con gioia. La cantabilità delle composizioni non rinuncia mai alla ricerca, intesa soprattutto come ascolto curioso, invenzione, stupore, ironica erranza, piacere, godimento.”